stefano lanzardo

Born in La Spezia (Italy) in 1960
A photographer since 1978, he turned professional in 1985.
He is freelance theatre photographer from several years, collaborating regularly with the Institutet for Scenkonst, Studium Actoris, Teatri del Vento, Grenland Friteater.
Besides theatre-photography, he has worked on a study on the human body, still in progress at the moment, giving rise to several exhibitions: “Need a body cry” (presented in Olso in 1989) and more recently “Scolpire il Tempo”, “Tracce”, “Rock Carving”, among others. He’s been working as a freelance-journalist and photographer since 1986.
In 1990 the City of La Spezia awarded him a grant for photographic research, while the next year he was selected to participate in “Photosalon”, during the Biennal of Photography in Turin. In 1995 he begans to work on sculpture with the publication of the book “Danza Immobile”, followed by other works on sculptors as Cristina Balsotti, Vanessa Beecroft, Ettore Cha, Paolo Fiorellini, John Isaacs, Aidan Salakova, Roberto Tagliazucchi, Giuliano Tomaino.
For many years he as been the official photographer for some important theatre festivals in Norway and he created the photographic scenery for some New Dance performances in Italy and in the USA.
He is also involved in reportage and fashion photography. In 2000 he began to contribute to video productions of Jux Tap entertainment as director of photography. In 2010 he joined the “Factory”, an association of artists, giving birth to several performances. Since 2014 he is part of the art network “#community”.

Nato a La Spezia nel 1960. Fotografo dal 1978, diventa professionista nel 1985.
È stato a lungo fotografo itinerante di teatro, collaborando stabilmente con numerosi gruppi italiani e scandinavi come Institutet for Scenkonst, Studium Actoris, Teatri del Vento, Grenland Friteater ed altri in qualità di fotografo ufficiale di festival e singole produzioni. Aderisce al progetto “X-Project”, un network internazionale di circa venti artisti operanti nell’ambito del teatro, producendo workshop sulla fotografia di teatro e sulla comunicazione attraverso immagini.
Nel 2010 si è unito alla “Factory”, associazione di artisti molto attiva sul territorio. Attualmente collabora proficuamente con il curatore d’arte Andrea Zanetti (YAB), partecipando a numerosi e stimolanti progetti espositivi e narrativi con il network di artisti “#community”.
La ricerca artistica, iniziata parallelamente all’attività professionale, si è focalizzata principalmente sull’esplorazione del corpo umano, anche nella sua relazione con la natura, dando vita ad una serie di mostre personali esposte in Italia e soprattutto all’estero (Australia, Svezia, Norvegia, Francia).
Come video artista ha realizzato numerose installazioni, anche in collaborazione con diversi artisti nel campo del teatro, della danza e della musica. Dalla pubblicazione del libro “Danza Immobile” (1995), esplora il mondo della scultura, collaborando con artisti quali Cristina Balsotti, Vanessa Beecroft, Ettore Cha, Paolo Fiorellini, John Isaacs, Aidan Salakova, Roberto Tagliazucchi, Giuliano Tomaino.

“Appartiene alla corrente neoromantica visionaria, secondo il termine coniato dal critico Raymond Mortimer nel 1942, come il poeta Dylan Thomas, il regista Michael Powell, i fotografi Bill Brandt e Edwin Smith. Di sé Lanzardo dice: ‘cerco quello che non si vede, se lo trovo lo racconto’. Spesso la sua fotografia è un modo di raccontare per immagini, che suggeriscono, sottintendono, evocano più che descrivere. Usa tecniche fotografiche poco ortodosse, lavora con l’energia dei corpi e dei luoghi, secondo lui la realtà ordinaria è solo una parte del disegno.” (Mara Borzone, studiosa e critica d’arte).